Educazione ai social, incontro con il Rettore Dei

Eccessi nell’utilizzo degli smartphone, partecipazione a mailing list non controllabili ed uso distorto di social network, ma anche adescamento online, sostituzione di persona, diffamazione: questi e molti altri gli argomenti trattati insieme al rettore dell’Università degli Studi di Firenze Luigi Dei e al comandante Giorgio Bacillieri, dirigente della Polizia Postale della Regione Toscana, che il 17 aprile hanno incontrato gli studenti dell’Educandato.

Ospiti in Sala Bianca nell’ambito della serie di appuntamenti dedicati all’educazione tematica, i ragazzi sono stati invitati dal rettore Dei a non demonizzare i social ma ad utilizzarli con intelligenza per evitare di esserne sopraffatti: spirito critico, capacità di mettere tutto in dubbio e sguardo attento nel riconoscere fake news e verificare fatti e notizie, possono infatti permettere anche ai più giovani di “vivere” nel mondo virtuale in modo sano e costruttivo. Prendendo spunto dal suo “Diario social di un rettore 2, appunti di viaggio per un’idea di Università” il rettore Dei ha parlato dei rischi del cyberbullismo e dei problemi legati alla privacy, perché quando si postano pensieri o foto, si deve sempre pensare alle conseguenze dei nostri click.

Sì, perché quello che può nascere come uno scherzo innocente, a volte perde il controllo sul web e diventa un vero e proprio reato, anche molto grave, come ha spiegato il comandante Bacillieri: diffamazione, detenzione e diffusione di materiale pedopornografico, estorsioni sessuali, adescamenti online, molti sono i reati che ognuno di noi può commettere a causa di un uso poco attento e non intelligente dei social e degli strumenti informatici che utilizziamo ogni giorno. Perché basta poco, e in rete si può diventare vittima o aguzzino. “Sapeste quanti vostri coetanei pensavano di scherzare e invece si sono trovati a rispondere di reati molto gravi – ha spiegato il comandante Bacillieri – Ma è anche importante stare attenti a non diventare vittime di chi cerca di approfittare della vostra buona fede. È molto facile farsi truffare o finire nelle mire di adescatori e persone senza scrupoli”.