Cerimonia di intitolazione della Sala Rosa a Francesca Morvillo Falcone

Nuova “denominazione” per la Sala Rosa della Villa Medicea di Poggio Imperiale, intitolata lo scorso 28 novembre alla Dottoressa Francesca Morvillo, moglie di Giovanni Falcone, deceduta insieme al magistrato antimafia nel vile attentato mafioso avvenuto a Capaci nel 1992.

Un’iniziativa, questa nata a seguito dell’incontro con gli studenti organizzato presso la Sala Bianca lo scorso 23 maggio in occasione del 25° anniversario della Strage di Capaci, in collaborazione con la Direzione Investigativa Antimafia di Firenze ed al quale hanno presenziato il Procuratore Generale presso la Corte d’Appello di Firenze Marcello Viola, il Procuratore della Repubblica di Firenze Giuseppe Creazzo, il Capo Centro della Direzione Investigativa Antimafia di Firenze Nicola Franco.

Il percorso tracciato quel giorno ha quindi portato alla realizzazione di un sogno: dedicare una delle sale monumentali più belle e rappresentative della Villa di Poggio Imperiale ad una delle eroine più coraggiose e ammirate del nostro Paese oltre ad essere uno dei simboli più illustri e nobili della lotta alla mafia sia in Italia sia all’estero.

Alla cerimonia di intitolazione, durante la quale è stato scoperto un busto raffigurante la Dottoressa Francesca Morvillo, erano presenti alcune tra le massime autorità di stato, tra cui il Sottosegretario di Stato alla Giustizia Cosimo Maria Ferri, in Sottosegretario di Stato all’Istruzione Gabriele Toccafondi, il Procuratore Generale della Repubblica Marcello Viola e il il Procuratore Alfredo Morvillo, fratello di Francesca Morvillo Falcone.

Gli interventi degli ospiti hanno tracciato un vero e proprio “ritratto” di Francesca Morvillo, restituendo l’immagine di una donna, di una moglie morta per amore, ma anche e forse soprattutto di un magistrato dalle eccezionali capacità professionali, con una eccezionale carriera all’attivo.

Unico magistrato donna assassinato in italia, a soli 22 anni Francesca si laurea in Giurisprudenza all’Università degli Studi di Palermo con una tesi che le fa meritare il conferimento del premio “Giuseppe Maggiore” per la migliore tesi nelle discipline penalistiche per l’anno accademico 1966/1967. Nel 1968 supera egregiamente il concorso di uditore giudiziario, diventando una delle prime donne italiane a entrare in magistratura.

Nel corso della sua eccezionale carriera ricopre le funzioni di giudice del tribunale di Agrigento, sostituto procuratore della Repubblica presso il Tribunale per i minorenni di Palermo, di Consigliere della Corte di Appello di Palermo e di componente della Commissione per il concorso di accesso in magistratura.

Durante la cerimonia sono stati inoltre consegnati 3 contributi di studio pari a € 1.000,00 cadauno a favore di orfani di personale appartenente alle forze dell’ordine caduto in servizio oppure a favore di figli disabili di personale delle forze dell’ordine in servizio, i cui nominativi sono stati forniti direttamente dal Comandante Provinciale della Guardia di Finanza, dal Comandante Provinciale dell’Arma dei Carabinieri e dal Questore di Firenze.

Video tributo a Francesca Morvillo Falcone